Toilette pour femmes

Chirac, Berlusconi e il suo bidet (by Excite.it)

“Caro Jacques, vedi questo bidet? Tu neanche immagini quante paia di chiappe ha ospitato!”. Questo e altri virgolettati sono presenti da ieri sul quotidiano francese L’Express e, come gran parte delle news “scandalo-politiche” degli ultimi mesi, riguardano il nostro premier. Si tratterebbe, di preciso, di uno scambio di battute tra Berlusconi e Chirac avvenuto in alcune delle ville del Cavaliere.

L’ex presidente della Repubblica francese (in carica dal 17 maggio 1995 al 16 maggio 2007), in visita presso una delle residenze di Berlusconi (e senza la propria first-lady, precisa L’Express), avrebbe infatti recentemente confidato a un “visiteur” i suoi “souvenirs” relativi “al nostro chiacchieratissimo”. Oltre alla “perla” sul bidet citata in apertura, pare che Chirac sia stato impressionato da un’altra circostanza avvenuta durante un’altra visita in Italia.

Continua…

Processo G8: Google Earth aiuta la difesa

Fonte Repubblica.it
GENOVA – Nei processi del G8 genovese del 2001 sbarca anche internet. Mentre sulla scena politico istituzionale tengono banco le polemiche sulle sconcertanti telefonate tra poliziotti della notte del 21 luglio (“speriamo muoiano tutti… tanto uno già..1 a 0 per noi” dice una agente del 113) ieri nel tribunale del capoluogo ligure si sono svolti tre processi per fatti relativi al luglio del 2001. In uno, quello che vede imputati 25 giovani accusati di devastazione e saccheggio il consulente della difesa Carlo Bachschmidt ha ricostruito gli spostamenti delle forze dell’ordine e delle tute bianche in via Tolemaide, teatro degli scontri più duri. Lo ha fatto utilizzando delle mappe della zona scaricate da Google Earth. La tesi dei difensori è quella per cui i manifestanti reagirono con violenza dopo le cariche immotivate delle forze dell’ordine […] .

Di chi siano le colpe ce lo dirà (chissà quando) la sentenza del Tribunale di Genova.

Io ho le mie idee, rafforzate da testimonianze ogni giorno più sconvolgenti.

Intanto la notizia che mi ha incuriosito è l’utilizzo delle mappe di Google da parte della difesa di 25 “zecche”, per dirla coi termini usati dalla funzionaria di Polizia ormai famosa per “l’1 a 0 per noi” riferito all’assassinio di Carlo Giuliani.

L’utilizzo 2.0 di Internet permette, a chi ha la pazienza di cercare, di sapere qualcosa in più rispetto a fatti “scomodi” tipo quelli avvenuti tra le mura della Diaz.

Se l’uso di una mappa autoprodotta, come di video inediti messi online su YouTube e simili, potrà servire a fare ulteriore luce su questa e su altre “zone d’ombra” sarà, credo, un bel passo avanti per tutti.

Federico Aldrovandi: una morte “di Stato” in sordina

A costo di apparire un’appendice del blog di Grillo vi chiedo di visionare il post di seguito.

Il 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi, diciottene, muore dopo un pestaggio ad opera della nostra Polizia di Stato: la causa del decesso è ufficialmente sconosciuta.

I mass media hanno solo accennato al fatto di cronaca.

Io l’ho saputo solo oggi…e non mi va giù!!!

Non pubblico la foto del volto di Federico devastato dalle percosse per sensibilità verso chi legge, spero solo sia bene impressa nelle menti dei responsabili.

da beppegrillo.it

19 Giugno 2007

Federico Aldrovandi

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Ascoltatemi bene: non ce la faccio più a vivere in uno Stato come questo.
In cui un ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi fermato da quattro poliziotti, picchiato, muore senza motivo. Dopo non si sa nulla, il ragazzo si è ucciso da solo. Il questore e il procuratore della Repubblica non muovono un dito. Due manganelli rotti per spezzare la sua vita. Calci in faccia a terra.
Le pattuglie che hanno fermato Federico erano composte da Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani, Luca Pollastri. Dove sono oggi? Prendono ancora lo stipendio? Quello che pagano i genitori di Federico, che gli paghiamo anche noi, per avere la loro protezione?
La verità non si sarebbe saputa se il ministro degli Interni Giuliano Amato non avesse incontrato il padre di Federico e visto le fotografie del corpo martoriato del figlio. Una settimana dopo il questore Elio Graziano viene trasferito.
Dei documenti sono stati contraffatti. I testimoni, perchè c’erano dei testimoni, hanno taciuto per paura, tranne una signora del Camerun. Onore a lei, signora.
Un appello alla Polizia: non permettete che ci siano altri Federico.

Il blog dei genitori di Federico Aldrovandi.

Altre info qui.

Amministrative: a Palermo si vince facile!

da Repubblica.it

“Uno nessuno e centomila. Voti che appaiono, scompaiono e si moltiplicano in favore di un candidato piuttosto che un altro. Come nel caso in cui si è scoperta stranamente l’identica grafia su oltre 260 schede di elettori diversi che quindi, a rigore di logica e di legge, dovrebbero avere una scrittura non simile. A meno che a vergarle non sia stata la stessa mano consegnandole già pronte al pigro elettore.”

 

Il tutto documentato da un bel video disponibile qui.

ALLUCINANTE!!!

Altre info su Corriere.it e Rai News 24.

“L’informazione asimmetrica”…per l’appunto.

Post dell’alba…(sono le 5.57 mentre scrivo!)

La preziosa newsletter del blog di Beppe Grillo mi ha segnalato l’ultimo post:

L’informazione asimmetrica

Commento dovuto al non scoop di Santoro sul video Sex crimes end Vatican pagato dalla Rai 20.000 euro!

Considerazioni del tutto simili fatte da me e da circa 2 milioni di internauti italiani che lo vedono in Rete da settimane.

L’informazione in Italia è asimmetrica…esattamente ciò di cui parlo nella prefazione a questo blog.

Esattamente ciò che mi spinge a scrivere e a segnalare fenomeni come quello di Annozero.

Buona lettura.

Da Beppegrillo.it

L’informazione asimmetrica

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1 video in lingua inglese. Trasmesso in televisione 8 mesi fa dalla BBC. Da 8 mesi reso pubblico sul suo sito. Decine di milioni di telespettatori di lingua inglese. Forse 100 milioni lo hanno visto in Rete. Da 20 giorni è sottotitolato in italiano. 2 milioni di italiani lo guardano in Internet. Ogni giorno che passa si aggiungono altri 30.000 italiani.
Santoro ne acquista i diritti. Vuol fare uno scoop. Nessuno gli ha detto niente. 20.000 euro il prezzo di “Sex Crimes and Vatican”. Praticamente un saldo. Gli hanno venduto la fontana di Trevi. Il mondo lo aveva già visto. Il Vaticano lo aveva già visto. Gli italiani collegati on line lo avevano già visto.
E’ vero, qualcuno non lo aveva ancora visto. Bondi ad esempio, l’ex comunista della casa circondariale della libertà. Che quando sente certe cose si tappa le orecchie, chiude gli occhi e grida “quaqquaraquàquaqquaraquà”. 5 milioni di telespettatori guardano Anno Zero. Persone che, evidentemente, non sanno l’inglese o che non hanno un collegamento alla Rete. Tagliati fuori dalla fregatura delle 3 I dello psiconano: inglese, informatica e Internet.
L’informazione in Italia è asimmetrica. C’è quella di Landolfi, presidente della commissione di vigilanza della Rai, che dice: “Quel filmato non andava neanche acquistato dalla Rai perchè finalizzato ad attaccare la Chiesa” e quella della Rete. Il filmato non attacca nessuno, riporta testimonianze, tristi, e fatti, di migliaia di preti denunciati, 4.392 negli Stati Uniti. 1 miliardo di dollari il risarcimento alle vittime pagato dalla Chiesa in America. Più o meno il nostro 8×1000.
Voglio ringraziare Bispensiero, che ha tradotto il video. Gli italiani non sanno nulla, nulla. Chi può traduca e metta on line le trasmissioni vietate in questo miserabile Paese. E’ questa la vera rivoluzione.

Crimen Sollicitationis: in onda stasera da Santoro

So che rischio di diventare monotono ma non posso non riportarvi la notizia che vede l’inchiesta della BBC e l’ormai tristemente famoso video sul “Crimen Sollicitation” (documento del 1962 che spiega ai vescovi come comportarsi con i preti che tentano approcci sessuali dal confessionale, nonché come affrontare “ogni atto osceno esterno (…) con giovani di ambo i sessi”) in onda stasera sulla Rai.

Ne avevo già scritto qui…vediamo come va a finire.

Un click sulla foto rimanda all’inchiesta completa di Rai Net News.

Da Repubblica.it del 30-5-2007

Il cda discute della puntata di domani di “Annozero”, il centrosinistra lascia i lavori
“Una riunione che è un tentativo intollerabile di censura preventiva”

Santoro e l’inchiesta della Bbc domani in onda, è di nuovo bufera

Già annunciati gli ospiti: monsignor Fisichella, don Di Noto, Odifreddi e l’autore del documentario
ROMA – E’ una vigilia di passione, quella della messa in onda del discusso documentario della Bbc, Sex Crimes and the Vatican, prevista per domani sera nel corso del programma Annozero, alle 21 su RaiDue. A ventiquattrore dall’inizio della trasmissione, e con un parterre di ospiti organizzato passo passo dalla redazione del programma di concerto con la direzione generale della Rai, nel condiglio d’amministrazione è di nuovo scontro. Il consigliere Sandro Curzi abbandona i lavori perché, dice, “non intendo partecipare a una riunione che si materializza di fatto in un tentativo intollerabile di censura preventiva”. Dopo di lui, tocca anche al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, e a tutta la rappresentanza del centrosinistra. La puntata sarebbe già pronta: ospiti in studio, monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, don Fortunato Di Noto, dell’associazione Meter (che da anni combatte la pedofilia su internet), il matematico e ricercatore Piergiorgio Odifreddi, autore di Perché non possiamo essere cristiani, e Colm O’Gorman, il reporter della Bbc che ha firmato l’inchiesta.

Il cda, intanto, ha approvato (è sarà presentata agli azionisti nell’assemblea dei soci il 27 giugno) la proposta di bilancio 2006. I dati chiave: un “buco” di 79 milioni, per l’esattezza 78,6, per la capogruppo Rai, a fronte di un utile di 16,4 milioni ottenuto nell’esercizio precedente, e un rosso di 87,4 milioni di euro per l’intero gruppo Rai, a fronte di un risultato positivo di 22,9 milioni nel 2005.

Insomma è di nuovo bufera sulla puntata di Annozero che da settimane agita i sonni di politici e consiglieri d’amministrazione Rai, alti prelati e vertici di viale Mazzini, un po’ meno quelli di Michele Santoro che ha avuto l’idea e che da subito s’è detto convinto delle proprie intenzioni. In onda sulla Bbc nell’autunno 2006, poi fenomeno della Rete (anche in una versione con sottotitoli in italiano) Sex Crimes and the Vatican è un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi da religiosi a danno di minori che, ad Annozero, dovrebbe andare in onda in una versione, tradotta e doppiata, un po’ più breve rispetto all’originale, ma per ragioni – precisa la redazione di Santoro – di puro editing televisivo.

Il condizionale è d’obbligo. “Non si è mai visto, né in Rai né altrove che un organo amministrativo si arroghi il diritto di impedire, ostacolare e magari annullare una trasmissione giornalistica”, dice Curzi, che chiama “paradossale” la pretesa “di impedire al servizio pubblico la trasmissione di un’inchiesta prodotta e trasmessa dalla Bbc e circolante da settimane su internet”. E ribadisce: “In una società democratica, in particolare nel servizio pubblico televisivo, non può essere consentito a nessuno di minare un principio alla base della libertà di espressione e informazione: il rifiuto della censura preventiva”.

Le polemiche vanno avanti da settimane. Dopo la netta presa di posizione dei vescovi, che dalle pagine del quotidiano Avvenire hanno bollato il documentario come “un’infame calunnia”, e dopo la richiesta, altrettanto ferma, di Santoro affinché la Rai lo acquistasse (con Enrico Mentana pronto a subentare nel caso di un “no” di viale Mazzini), sono scesi in campo i big della politica. Fra gli altri, Piero Fassino che ha auspicato “equilibrio e prudenza”, e Gianfranco Fini che s’è detto convinto che la Rai abbia speso soldi pubblici per finalità “che non hanno nulla a che vedere con l’informazione”.

 

Dopo l’Avvenire, era stato il segretario generale della Cei, monsignor Betori, a prendere direttamente posizione: aveva sottolineato che il filmato diffonde di certo alcuni “contenuti falsi”, ma allo stesso tempo aveva precisato che da parte dei vescovi non vi erano richieste di censura bensì la raccomandazione che, in caso di messa in onda, si prendessero le distanze da “tali falsità”.

Poi, il sì del direttore generale della Rai, Claudio Cappon, che si è assunto la responsabilità di acquistare il video e di seguire, in prima persona, la messa a punto della serata. Garantendo, prima di ogni altra cosa, che tutte le parti coinvolte venissero autorevolmente rappresentate. Ma anche su questo, nelle settimane scorse, il centrodestra del cda aveva dato battaglia. In particolare, era stato il consigliere Marco Staderini a ribadire: l’ultima parola sulla messa in onda spetta al consiglio d’amministrazione.

Nel documentario, O’Gorman (anche lui vittima, da bambino, di abusi da parte di un prete) ha raccolto testimonianze in tutto il mondo, dalla cattolicissima Irlanda fino agli Stati Uniti, al Brasile e all’Inghilterra. Al centro dell’inchiesta, un documento riservato del Vaticano, il Crimen Sollicitationis del 1962, che spiega ai vescovi come comportarsi con i preti che tentano approcci sessuali dal confessionale, nonché come affrontare “ogni atto osceno esterno (…) con giovani di ambo i sessi”.

Crimen sollicitationis: vecchio link per capirci di più.

Posto questo link pubblicato su Fisicamente.net del 26 settembre 2005.

L’attuale Papa era stato citato in giudizio dall’avvocato americano Daniel J. Shea proprio per il documento in questione…eccovi il post a sua volta preso dal sito del Corriere della Sera:

da Corriere.it

Il vice ministro della Giustizia USA blocca il procedimento contro Benedetto XVI per il documento «Crimen Sollicitationis» (*).
Come capo di Stato il Pontefice non è processabile

ROMA – La Corte Distrettuale del Texas non si è ancora pronunciata in merito alla procedura giudizaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista: ma dopo l’intervento dell’Amministrazione Bush è assai probabile che la denuncia venga respinta.

Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler, ha infatti bloccato la procedura giudiziaria ricorrendo alla cosiddetta “suggestion of immunity”, una misura legale che stando a quanto stabilito dalla Corte Suprema dev’essere obbligatoriamente recepita dai tribunali di grado inferiore.

Keisler ha ufficialmente informato il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede. La stessa Ambasciata del Vaticano a Washington aveva chiesto all’Amministrazione di intervenire con la “immunity suggestion” e chiudere il caso.

Nel corso del mese di agosto, Daniel J. Shea, l’avvocato americano che aveva citato in giudizio il Pontefice quando era ancora Cardinale, era venuto a Roma su invito del partito Radicale; in quell’occasione aveva auspicato che George W. Bush non concedesse l’immunità diplomatica a Papa Benedetto XVI nell’ambito del procedimento – civile, non penale – aperto in Texas. Lo scomodo caso era approdato infatti anche sul tavolo del presidente degli Stati Uniti.

Insieme a Joseph Ratzinger, nel procedimento aperto nel gennaio 2005 sono citati l’arcivescovo di Galveston, monsignor Joseph Fiorenza e i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard. Patino, colombiano di nascita, è attualmente latitante ed era stato accusato da tre giovani che frequentavano la chiesa di San Francesco di Sales, a Houston: le molestie risalirebbero alla metà degli anni Novanta, e contro il seminarista è stato aperto un procedimento penale.

Le accuse mosse a Ratzinger riguardano invece un documento emesso nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: una “Istruzione” dal titolo “Crimen Sollicitationis”, che sanciva la competenza esclusiva della stessa Congregazione su alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui «la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni». Inquadramento assurdo, secondo l’avvocato Shea, visto che a differenza degli altri delitti (dalla violazione del sigillo sacramentale a quelli contro il sacramento eucaristico) la pedofilia «è un reato, non un peccato».

Secondo il Vaticano il documento “Crimen Sollicitationis” sarebbe decaduto, ma secondo Shea non è così: l’avvocato aveva citato una lettera del 18 maggio 2001, di cui era giunto in possesso, firmata da Ratzinger e dall’arcivescovo Tarcisio Bertone, all’epoca segretario dell’ex Sant’Uffizio, in cui si parlava del documento del 1962 «in vigore fino ad oggi».

E’ sulla base di questa lettera che Shea aveva accusato Ratzinger di aver “coperto” le molestie sessuali su minori: «Questo documento dimostra l’esistenza di una cospirazione per nascondere questi delitti». Un’accusa «individuale, non legata alla funzione di Prefetto della Congregazione ricoperta da Ratzinger» secondo Shea. L’avvocato aveva raccontato che in un primo tempo Ratzinger non aveva risposto alle accuse, ma quando il processo ha preso il via, gli avvocati del Cardinale – a quel punto divenuto Papa, il 19 aprile scorso – avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti l’immunità riservata ai capi di Stato. Il coinvolgimento di esponenti delle gerarchie cattoliche nelle inchieste giudiziarie sulla pedofilia non è insolito, ma di norma i procedimenti giudiziari non potevano essere avviati perché era impossibile consegnare agli accusati i documenti legali necessari: la denuncia contro Ratzinger è invece potuta andare avanti perché l’allora Cardinale ricevette personalmente l’atto di accusa. In agosto, Shea aveva dichiarato che in caso di concessione dell’immunità avrebbe dato battaglia: in primo luogo, perché all’epoca dei fatti contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi perché “riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una violazione della Costituzione statunitense”, in particolare della “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose.

21 settembre 2005

Credo sia utile per capire meglio una vicenda poco chiara che pare già eclissata.