Crimen Sollicitationis: in onda stasera da Santoro

So che rischio di diventare monotono ma non posso non riportarvi la notizia che vede l’inchiesta della BBC e l’ormai tristemente famoso video sul “Crimen Sollicitation” (documento del 1962 che spiega ai vescovi come comportarsi con i preti che tentano approcci sessuali dal confessionale, nonché come affrontare “ogni atto osceno esterno (…) con giovani di ambo i sessi”) in onda stasera sulla Rai.

Ne avevo già scritto qui…vediamo come va a finire.

Un click sulla foto rimanda all’inchiesta completa di Rai Net News.

Da Repubblica.it del 30-5-2007

Il cda discute della puntata di domani di “Annozero”, il centrosinistra lascia i lavori
“Una riunione che è un tentativo intollerabile di censura preventiva”

Santoro e l’inchiesta della Bbc domani in onda, è di nuovo bufera

Già annunciati gli ospiti: monsignor Fisichella, don Di Noto, Odifreddi e l’autore del documentario
ROMA – E’ una vigilia di passione, quella della messa in onda del discusso documentario della Bbc, Sex Crimes and the Vatican, prevista per domani sera nel corso del programma Annozero, alle 21 su RaiDue. A ventiquattrore dall’inizio della trasmissione, e con un parterre di ospiti organizzato passo passo dalla redazione del programma di concerto con la direzione generale della Rai, nel condiglio d’amministrazione è di nuovo scontro. Il consigliere Sandro Curzi abbandona i lavori perché, dice, “non intendo partecipare a una riunione che si materializza di fatto in un tentativo intollerabile di censura preventiva”. Dopo di lui, tocca anche al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, e a tutta la rappresentanza del centrosinistra. La puntata sarebbe già pronta: ospiti in studio, monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, don Fortunato Di Noto, dell’associazione Meter (che da anni combatte la pedofilia su internet), il matematico e ricercatore Piergiorgio Odifreddi, autore di Perché non possiamo essere cristiani, e Colm O’Gorman, il reporter della Bbc che ha firmato l’inchiesta.

Il cda, intanto, ha approvato (è sarà presentata agli azionisti nell’assemblea dei soci il 27 giugno) la proposta di bilancio 2006. I dati chiave: un “buco” di 79 milioni, per l’esattezza 78,6, per la capogruppo Rai, a fronte di un utile di 16,4 milioni ottenuto nell’esercizio precedente, e un rosso di 87,4 milioni di euro per l’intero gruppo Rai, a fronte di un risultato positivo di 22,9 milioni nel 2005.

Insomma è di nuovo bufera sulla puntata di Annozero che da settimane agita i sonni di politici e consiglieri d’amministrazione Rai, alti prelati e vertici di viale Mazzini, un po’ meno quelli di Michele Santoro che ha avuto l’idea e che da subito s’è detto convinto delle proprie intenzioni. In onda sulla Bbc nell’autunno 2006, poi fenomeno della Rete (anche in una versione con sottotitoli in italiano) Sex Crimes and the Vatican è un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi da religiosi a danno di minori che, ad Annozero, dovrebbe andare in onda in una versione, tradotta e doppiata, un po’ più breve rispetto all’originale, ma per ragioni – precisa la redazione di Santoro – di puro editing televisivo.

Il condizionale è d’obbligo. “Non si è mai visto, né in Rai né altrove che un organo amministrativo si arroghi il diritto di impedire, ostacolare e magari annullare una trasmissione giornalistica”, dice Curzi, che chiama “paradossale” la pretesa “di impedire al servizio pubblico la trasmissione di un’inchiesta prodotta e trasmessa dalla Bbc e circolante da settimane su internet”. E ribadisce: “In una società democratica, in particolare nel servizio pubblico televisivo, non può essere consentito a nessuno di minare un principio alla base della libertà di espressione e informazione: il rifiuto della censura preventiva”.

Le polemiche vanno avanti da settimane. Dopo la netta presa di posizione dei vescovi, che dalle pagine del quotidiano Avvenire hanno bollato il documentario come “un’infame calunnia”, e dopo la richiesta, altrettanto ferma, di Santoro affinché la Rai lo acquistasse (con Enrico Mentana pronto a subentare nel caso di un “no” di viale Mazzini), sono scesi in campo i big della politica. Fra gli altri, Piero Fassino che ha auspicato “equilibrio e prudenza”, e Gianfranco Fini che s’è detto convinto che la Rai abbia speso soldi pubblici per finalità “che non hanno nulla a che vedere con l’informazione”.

 

Dopo l’Avvenire, era stato il segretario generale della Cei, monsignor Betori, a prendere direttamente posizione: aveva sottolineato che il filmato diffonde di certo alcuni “contenuti falsi”, ma allo stesso tempo aveva precisato che da parte dei vescovi non vi erano richieste di censura bensì la raccomandazione che, in caso di messa in onda, si prendessero le distanze da “tali falsità”.

Poi, il sì del direttore generale della Rai, Claudio Cappon, che si è assunto la responsabilità di acquistare il video e di seguire, in prima persona, la messa a punto della serata. Garantendo, prima di ogni altra cosa, che tutte le parti coinvolte venissero autorevolmente rappresentate. Ma anche su questo, nelle settimane scorse, il centrodestra del cda aveva dato battaglia. In particolare, era stato il consigliere Marco Staderini a ribadire: l’ultima parola sulla messa in onda spetta al consiglio d’amministrazione.

Nel documentario, O’Gorman (anche lui vittima, da bambino, di abusi da parte di un prete) ha raccolto testimonianze in tutto il mondo, dalla cattolicissima Irlanda fino agli Stati Uniti, al Brasile e all’Inghilterra. Al centro dell’inchiesta, un documento riservato del Vaticano, il Crimen Sollicitationis del 1962, che spiega ai vescovi come comportarsi con i preti che tentano approcci sessuali dal confessionale, nonché come affrontare “ogni atto osceno esterno (…) con giovani di ambo i sessi”.

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Chiedere il voto! Rassegna di comunicazione politica all’Ara Pacis

Eccovi (come promesso) l’articolo completo, scritto a quattro mani e due cervelli da me e Barbara, sulla mostra “Chiedere il voto. Propaganda e comunicazione politica nell’Italia repubblicana (1946-2001)” già online su SpinDoc.

(Per l’elenco completo delle foto clikka qui!)

 

Si è conclusa la settimana di incontri, dibattiti, appuntamenti per riflettere sui fatti e sui personaggi che hanno segnato il Novecento nel nostro Paese: la Settimana della Storia, appunto.

L’iniziativa si è svolta presso l’Auditorium dell’Ara Pacis ed ha visto nel suo programma oltre a diverse tavole rotonde incentrate tematicamente sul novecento italiano, anche la mostra “Chiedere il voto. Propaganda e comunicazione politica nell’Italia repubblicana (1946-2001)”.

Potete capire bene dal titolo come il tema ci sia parso goloso, sposandosi ottimamente con le tematiche che affrontiamo qui su SpinDoc e perciò una parte di noi, sabato scorso, è andata a visitarla.

Possiamo subito iniziare dicendo che nonosante le stime riportate dalla sezione cultura di Adnkronos di 8000 presenze per questa prima edizione l’altro pomeriggio la mostra era deserta.

Probabilmente sarà stato l’effetto week-end, nonostante piovesse, l’esodo per le elezioni o forse il fatto che le stanze dedicatele erano al tipico piano di sotto, tutto in fondo a destra, vicino i bagni!

 

A parte questo la mostra è stata realizzata dall’Associazione Il Tempo e la Storia in collaborazioe con Zètema spa (Progetto cultura) e Rai Educational con lo scopo di ripercorrere la storia elettorale postbellica analizzandone le trasformazioni nel linguaggio della propaganda attraverso manifesti politici, rassegne televisive, (la puntata di “La Storia siamo noi” di Gianni Minoli che potete vedere qui), e due video dedicati proprio agli SpinDoc e le loro tecniche.

 

Ancora una volta ci sentiamo di ribadire che sono proprio le nuove tecniche e tecnologie che hanno stravolto la posizione dei partiti un tempo centrali nel dettare le forme della propaganda, dando sempre di più spazio ai mass media, alla pubblicità ed il suo marketing. Fa pendant con questo il diverso approccio alle campagne elettorali da parte di politici sempre più impostati sul culto della propria persona e sulla spettacolarizzazione ed il ruolo minoritario di comizi, giornali, manifesti (strumenti tradizionali di propaganda) a favore della pubblicità e sempre di più del web.

Uno dei tanti elementi che ci ha ulteriormente convinto di ciò è stato il fatto che osservando la rassegna di manifesti presente alla mostra si può notare come fino a pochi anni fa (prima della discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994) le campagne elettorali tra le diverse fazioni fossero aggueritissime, molto esplicite e talvolta goliardiche: oggi diremmo molto poco politically correct!

Al giorno d’oggi, invece, l’attenzione si è spostata non più tanto sulla demonizzazione del partito avversario non potendo più fare riferimento ad un’ideologia ben radicata negli elettori, bensì ci impegna nella persuasione dell’opinione pubblica il più delle volte indecisa. A fare questo poi non c’è quasi più l’azione dei militanti di sezione, ma è il candidato stesso che si “rimbocca le maniche” e scende in campo non disdegnando, per vincere, i frequenti bagni di folla.

Detto questo e consigliandovi lo speciale dell’ Europeo di Maggio

qui ben recensito e dedicato a quest’evento dell’ Ara Pacis, vi possiamo francamente dire che chi non fosse andato si è risparmiato il costo del biglietto un po’ esoso per una mostra in sè deludente e grama, con gli Ocr ingranditi e plastificati al posto dei manifesti originali!

Vi diamo una chicca però: sul retro della mostra nel giardino fuori il complesso troverete sì, per tutto il periodo estivo, una mostra davvero eccezionale per il suo senso dell’humor.

Inoltre il biglietto autografato dall’artista

(nella foto sopra) , questo sì, è ad offerta pubblica!

Crimen sollicitationis: vecchio link per capirci di più.

Posto questo link pubblicato su Fisicamente.net del 26 settembre 2005.

L’attuale Papa era stato citato in giudizio dall’avvocato americano Daniel J. Shea proprio per il documento in questione…eccovi il post a sua volta preso dal sito del Corriere della Sera:

da Corriere.it

Il vice ministro della Giustizia USA blocca il procedimento contro Benedetto XVI per il documento «Crimen Sollicitationis» (*).
Come capo di Stato il Pontefice non è processabile

ROMA – La Corte Distrettuale del Texas non si è ancora pronunciata in merito alla procedura giudizaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista: ma dopo l’intervento dell’Amministrazione Bush è assai probabile che la denuncia venga respinta.

Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler, ha infatti bloccato la procedura giudiziaria ricorrendo alla cosiddetta “suggestion of immunity”, una misura legale che stando a quanto stabilito dalla Corte Suprema dev’essere obbligatoriamente recepita dai tribunali di grado inferiore.

Keisler ha ufficialmente informato il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede. La stessa Ambasciata del Vaticano a Washington aveva chiesto all’Amministrazione di intervenire con la “immunity suggestion” e chiudere il caso.

Nel corso del mese di agosto, Daniel J. Shea, l’avvocato americano che aveva citato in giudizio il Pontefice quando era ancora Cardinale, era venuto a Roma su invito del partito Radicale; in quell’occasione aveva auspicato che George W. Bush non concedesse l’immunità diplomatica a Papa Benedetto XVI nell’ambito del procedimento – civile, non penale – aperto in Texas. Lo scomodo caso era approdato infatti anche sul tavolo del presidente degli Stati Uniti.

Insieme a Joseph Ratzinger, nel procedimento aperto nel gennaio 2005 sono citati l’arcivescovo di Galveston, monsignor Joseph Fiorenza e i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard. Patino, colombiano di nascita, è attualmente latitante ed era stato accusato da tre giovani che frequentavano la chiesa di San Francesco di Sales, a Houston: le molestie risalirebbero alla metà degli anni Novanta, e contro il seminarista è stato aperto un procedimento penale.

Le accuse mosse a Ratzinger riguardano invece un documento emesso nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: una “Istruzione” dal titolo “Crimen Sollicitationis”, che sanciva la competenza esclusiva della stessa Congregazione su alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui «la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni». Inquadramento assurdo, secondo l’avvocato Shea, visto che a differenza degli altri delitti (dalla violazione del sigillo sacramentale a quelli contro il sacramento eucaristico) la pedofilia «è un reato, non un peccato».

Secondo il Vaticano il documento “Crimen Sollicitationis” sarebbe decaduto, ma secondo Shea non è così: l’avvocato aveva citato una lettera del 18 maggio 2001, di cui era giunto in possesso, firmata da Ratzinger e dall’arcivescovo Tarcisio Bertone, all’epoca segretario dell’ex Sant’Uffizio, in cui si parlava del documento del 1962 «in vigore fino ad oggi».

E’ sulla base di questa lettera che Shea aveva accusato Ratzinger di aver “coperto” le molestie sessuali su minori: «Questo documento dimostra l’esistenza di una cospirazione per nascondere questi delitti». Un’accusa «individuale, non legata alla funzione di Prefetto della Congregazione ricoperta da Ratzinger» secondo Shea. L’avvocato aveva raccontato che in un primo tempo Ratzinger non aveva risposto alle accuse, ma quando il processo ha preso il via, gli avvocati del Cardinale – a quel punto divenuto Papa, il 19 aprile scorso – avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti l’immunità riservata ai capi di Stato. Il coinvolgimento di esponenti delle gerarchie cattoliche nelle inchieste giudiziarie sulla pedofilia non è insolito, ma di norma i procedimenti giudiziari non potevano essere avviati perché era impossibile consegnare agli accusati i documenti legali necessari: la denuncia contro Ratzinger è invece potuta andare avanti perché l’allora Cardinale ricevette personalmente l’atto di accusa. In agosto, Shea aveva dichiarato che in caso di concessione dell’immunità avrebbe dato battaglia: in primo luogo, perché all’epoca dei fatti contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi perché “riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una violazione della Costituzione statunitense”, in particolare della “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose.

21 settembre 2005

Credo sia utile per capire meglio una vicenda poco chiara che pare già eclissata.

Spindoctoring: “il mercato dei voti”

In attesa di una recensione approfondita (a breve su SpinDoc) della mostra “Propaganda e Comunicazione Politica nell’Italia Repubblicana (1946-2001)” vi segnalo il sito della trasmissione “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli dove è presente questo filmato ricco di testimonianze illustri riguardanti la propaganda elettorale italiana.

 

Il video è stato proiettato nelle sale dell’Ara Pacis come integrazione ai manifesti esposti.

Le 7 meraviglie del mondo le vota il Web

No, non si tratta di una notizia di web politic…

Ma il voto c’è e Internet pure!

E’ stata indetta una votazione dal basso (potremmo dire “2.0”…) delle 7 meraviglie del mondo.

(ANSA) – LISBONA, 25 MAG – Sara’ uno spettacolo di novanta minuti, ripreso da 160 canali televisivi la proclamazione delle nuove sette meraviglie del mondo.
Lanciato dallo svizzero, Bernard Weber, il progetto intende diffondere la conoscenza di siti storici, artistici o turistici . In finale figurerebbe anche il Colosseo. La data prescelta e’ il 7/07/2007, e il luogo dell’evento sara’ lo stadio del Benfica. A votare liberamente sono i cittadini di tutto il mondo, e il voto piu’ diffuso e’ quello per Internet

 

Peccato che la lista dei candidati sia bloccata (che non abbiano preso spunto dalla nostra legge elettorale???) altrimenti avrei inserito due o tre “meraviglie” sconosciute ai più.

Scherzi a parte il sito per votare è questo!

Fateci un giro…e fate click sul candidato italiano “Colosseo“!

 

 

Blogosfera spagnola by SpinDoc

Vi linko un bel post di Antonella Nazzaro su SpinDoc.

Dopo la Francia uno sguardo alla blogosfera politica spagnola dal di dentro!

😉

Mosca: violenza nazionalista su Radicali e Luxuria

La notizia è di poche ore fa:

Corriere.it MOSCA – Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del gay pride «un gruppo di nazionalisti» ha «picchiato violentemente i radicali».
Lo ha reso noto il partito radicale, che ha specificato come «subito dopo c’è stato l’intervento della polizia che anzichè difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare i radicali». Tra le persone aggredite anche il deputato di Rifondazione Vladimir Luxuria, che, però, non è stato fermato dalla polizia. Nella sede dei Radicali, informa una nota, «è stata costituita una cellula di crisi in stretto contatto con la Farnesina e l’Ambasciata italiana a Mosca».

Le immagini che arrivano da mosca sono di una violenza inaudita.

Richard Fairbrass, della band pop inglese «Right Said Fred» parla alla stampadopo essere stato picchiato durante la manifestazione a Mosca (Afp)

La polizia russa mentre arresta Peter Tatchell (Afp)

Marco Cappato trascinato via dagli agenti (Afp)

Giusto ieri parlavo della deriva nazionalista russa con un amico…dai media di Putin non arriva nulla.

Finalmente una prova tangibile, anche se dolorosa.

Aspetto la messa online di un video da Mosca…i pochi fotogrammi appena trasmessi dal TG3 sono sconcertanti.

Speriamo serva.

Altri dettagli qui e qui.